Vico Acitillo 124
Poetry Wave

Recensioni e note critiche

Mario Luzi, Sotto specie umana
di Raffaele Piazza



Mario Luzi, Sotto specie umana
Garzanti, Milano  1999
pagg. 251
lire. 29000

 In quest’opera, di quello che viene considerato il più grande poeta italiano vivente e comunque  figura chiave della poesia del ‘900, ritroviamo ancora una volta le cifre distintive che caratterizzano la sua ultima produzione: una forte tensione creaturale, una forma rarefatta che arriva qui all’estremo, nella ricerca di un’umanità senza traccia di retorica, l’eterno presente, la gioia e il dolore dell’esistere, si potrebbe dire meglio del vivere,  che è‘cruenta storia’, ‘tenebra’, ‘penuria’, il nulla come codice dell’universo, in una ricerca che anela verso qualcosa che vada oltre il destino umano con una terrena preghiera alla natura e alla speranza:-’Mondo/ che in molte guise/ ma sempre in te stesso ti trasformi/ m’hai fatto e mi disfai/ e nella tua continuità mi annienti/ così solo mi esalti. Com’è sia/. E’ sul piano ontologico che qui si gioca la partita, quella di una scrittura un ‘dirsi’ in continua ricerca di un fondamento, che forse si raggiunge in una tensione continua, appunto quella che si cristallizza in un testo compiuto, altissimo e poematico che pochi autori riescono a raggiungere, qualcosa di salvifico nella sua completa immersione nel mistero.
 Come nel ‘Viaggio celeste e terrestre di Simone Martini’ c’era un ‘protagonista’, appunto il pittore, figura di riferimento e forse d’identificazione, qui troviamo una vago personaggio, che si chiama Lorenzo Malagugini, il cui unico referente per noi lettori è quello di avere scritto delle frasi e dei versi che poi sono il contenuto del testo e sono voce della molteplicità più che del singolo.
 In poche righe iniziali è lo stesso Mario Luzi a tracciare un ‘background’ di questo libro che è poi un oggetto quasi recuperato da un tempo e una storia non definiti:: in breve si evince che il testo altro non è che un diario postumo, appunto del Malagugini: gli amici attendevano di leggere quanto sapevano essere conservato, ma quando il suo bagaglio fu aperto, furono trovate, solo tre pagine, che il Luzi riporta in corsivo: tutto il resto è una ricostruzione, desunta da tracce, reminesenze di compagni, estasi ed ‘erramenti’, confessi più che altro in lettere. Lorenzo ambiva ad un discorso che fosse voce della molteplicità (e simultaneità del vivente): il tema fondamentale è quello di un noviziato incessante, dove la scuola è la vita.
 ‘Sotto specie umana’ è scandito in 1. Temporada I, 2 Temporada II, 3. Resurrexit, 4.Stat, 5. Promenaide Humane. I 6. Promenaide Humaine. II, 7. 8. 9. Due giornate e una notte di pellegrinaggio. 10. Vigilie e insonnie. 11
 . A volte come nei titoli di queste sezioni, come anche in vari componimenti, troviamo l’uso del latino, come lingua del sacro, a scandire in modo icastico, una corrente mistica che, nell’ultimo Luzi, pare non mancare mai tra litanie canti, epifanie, domande incessanti: Notte, sua fine. Al colmo/ la già lunga vigilia/ ed ecco li fronteggia/ a un tratto il giorno, avanza/ al loro incontro/ da dove?/...


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Immagine: Antonio Belém, Phorbéa, Napoli 1997


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