VICO ACITILLO 124 - POETRY WAVE
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Direttore: Emilio Piccolo


Sans passion il n'y a pas d'art


Calamus
Almanacco di poesia


Silvia Tessitore

   
Tre protesti

1. L’intrattabile

Le virgole –
ferme al filo –
in ricorso e il
verme sottile
schifa sulla mia
pelle la bugia.

Sei tu, la
bestia, potresti,
non sei, sei il
padrone, il tiranno
che torna ubriaco a
pigliarsi la figlia?

Vestito come
l’angelo cornuto
spegneresti la
luce nel collo
del vino bevuto,
potresti?

Vedi come la
nube mi protesta
nella mia causa
persa e poi
lasciata, la
voce incantata

dica la tua
parola anche
una volta sola
il bene tolto a
marcire da
dov’era,

posa una mano
aperta sulla testa
e dammi questa
misura o
quello che
me la leva.

2. L’attesa

Vuoto apparente
silenzio incalzante
un niente d’assenzio
per farmi parlare e
avanzare montante
cadente.

Un passo e una
storta, risorta
di sasso, m’importa
la torta fortuna
del caso, mi scasso,
digiuna d’adesso.

Questione di giorni
- hai ragione - ma
                      i forni che m’ardono
- torni? – mi fanno
impressione
e canzone.

Bene, sentirne e
volerne ed averne,
scordarne le
vene rigonfie di
pene ed averle,
sentirle.

Smaniare, stranire,
tornare al mio fare
usuale e pagare
all’attesa un soldo
fasullo e la pesa
del sale.

Sapere per certo
ch’è inferto un
amore diverso
al mio verso e
il dolore perverso
s’è perso, perdio.

3. La vicinanza

Segno degli occhi
- toccami - o
dei rintocchi fissi
di campana a
prima mattina – apri
questi ginocchi

sbocchi di vita
certa per la
bambina, fiocchi
d’ogni conserta
che ci avvicina
- senza la voce

adesso sarei
morta e me l’hai
data, buona
pomata, celere
medicina contro
l’accesso isterico,

iperico cacciadiavoli.
Sorte gioca a due
tavoli, vede due
porte, lasciale
strada – dico – e
senti più forte

il bene della parola,
la scuola che l’ha
cresciuta, il cuore
che l’ha voluta,
aperta come
sbocciata

in questa smodata
attesa lei mi
consola, segno
del bel disegno
che il corpo
insegna, se vola.


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