VICO ACITILLO 124 - POETRY WAVE
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Direttore: Emilio Piccolo


Sans passion il n'y a pas d'art


Calamus
Almanacco di poesia


Rossano Onano

   
1. Don Giovanni
2. Essendo caduta fortemente in sospetto
3. Così volava il cigno ampio dalle ali bianche spiegate
4. Quando portano il sacco gli uomini di carbone
5. È buona regola di sopravvivenza collettiva
6. Avranno, le tue mani, spigoli d'ombra
7. Il Santo Padre disse
8. Non si può continuare così





1. Don Giovanni

Don Giovanni, avvertita la necessità di circoscrivere in modo definitivo il proprio pensiero, era tormentato in modo ossessivo dalla seguente definizione:

“ Le donne hanno il vantaggio di sapere
com'è buono il formaggio con le pere”.

Considerando che questa frase avrebbe rivelato la sua natura, agli occhi dei posteri,
in modo troppo esattamente circostanziato, preferì attingere alla propria cultura umanistica, scrivendo:

“La nave mia dispiega vele nere
nel cabotaggio assiduo alle colonne
d'Ercole con rosse giarrettiere”.

Subito dopo la statua bussava alla porta, i colpi facevano rumore.
 

2. Essendo caduta fortemente in sospetto

Essendo caduta fortemente in sospetto la teoria secondo la quale
la velocità della luce è quella massimamente raggiungibile
da questa stessa circospezione si trasse lo spunto per costruire
navicelle spaziali molto più veloci della suddetta
luce, cosicché l'uomo poté navigare gli spazi con maggiore
velocità, insomma arraffare in altre galassie avendo la certezza
di ritornare per godere il maltolto, altrimenti non funziona
la magnifica sorte e progressiva. La terra divenne molto più ricca
di materie prime, di seconde, di dolci velenosissime spezie.

I primi voli presentarono inconvenienti. Le astronavi possedevano
incertezze strutturali, metà snelle di guerra, metà da carico. Si paventava
la stranezza di possibili incontri. Alcune trasportavano battezzatori.

Esemplarmente una galassia si rivelò a prima vista ricca di plutonio.
Venne varcato il buco nero, per raggiungerla: il terrore muto degli uomini,
il terrore, si capisce, e poi l'urrah, quietatasi la navicella
sulla superficie di corallo, i pugni levati ad un cielo atono!
Gli esploratori incominciarono le opere di rilevamento. Rotolò
(fu la prima scoperta del genere) nelle vicinanze indaffarate una calda
cosa che puntava con occhi di carruba, lentamente articolando ciglia
vermicolari sapienti d'irresolutezza. Un uomo toccò la cosa, le vibrisse
si aprirono e si vide, oh si vide!... L'uomo toccò ancora. La sventurata rispose.

Nella camera pressurizzata, la piccola galattica faceva: uh oh
uh oh (quel tuo uh oh finirà, vedrai, per fare
venire me pure, disse il capitano della navicella provando
per primo secondo un improvvisato codice della navigazione
interplanetaria) e infatti venne molto bene, tanto
che la piccola galattica fece uuh ooh uuh ooh
sollevando e poi riprendendo le branchie, soltanto che non smetteva
più, e allora tutto l'equipaggio si fece avanti secondo l'ordine
del suddetto codice, e ad uno ad uno la piccola galattica che aumentava
 
ogni volta di una sillaba, cioè uuuh oooh uuuh oooh, e poi
uuuuh ooooh e così via perché non è importante afferrare
il numero per quanto non fosse piccolo, ma è importante afferrare
il concetto, e la piccola galattica lo afferrava infatti
molto bene, però le branchie si spostavano sempre più su
e sempre più giù, fintantoché il capitano finito
il giro disse: forse è meglio piantarla lì, oppure mettere il concetto
nella sua sede naturale, cioè nella bocca. Sì sì disse l'equipaggio
animoso, per quanto dispiacesse un po' a tutti non potere in questo modo sentire uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuh ooooooooooooooooooooh
però le branchie non accennavano a pacificarsi, e finito il secondo
giro gli astronauti preferirono abbandonare il concetto, per giunta
asperso di verde che insomma lasciava un po' così, come tutte le novità
La piccola galattica fu raggomitolata e fatta accomodare sul  patrio
suolo, muoveva ancora le branchie, gli uomini salutarono dall'oblò.
Nei giorni successivi fu un pullulare di tante piccole galattiche attorno
all'astronave, i lavori di rilevamento ebbero ritardi, subirono inesattezze.

II Padreterno disse: poi è mia la colpa, poi sarebbe mia la colpa, eh?

Infatti seguì un periodo storico nel quale i concetti divennero confusi,
qualche volta piagati, insomma era difficile muoversi con scientifico
rigore negli spazi interplanetari, finché non venne trovato l'antidoto.

Non sarebbe giusto trascurare l'aspetto subito positivo della cosa, intuito
da una ditta import la quale, consigliando l'avvolgimento dei concetti
dentro un cappuccio di caucciù, ottenne un effetto calmierante sul mercato:
lievitò immediatamente in basso il prezzo delle cameriere somale.
 

3. Così volava il cigno ampio dalle ali bianche spiegate

Così volava il cigno ampio dalle ali bianche spiegate, noi
non lo avevamo visto abbandonare lo stagno: tutti gli amanti si
fermarono, i guardatori dietro i bossi, alcune spaiate compagnie
di uomini soli: per quanto candido, l'animale rifletteva
un'ombra nera, non poche foglie caddero e si fecero male al
passare di quelle piume: portavamo le mani alle spalle, a causa
del freddo. Solo un bimbo cattivo lo rincorse, disse “Vai via, brutto
areoplano”, tentò di colpirlo con le pietre.. Poi, quando il cigno fu
passato, ritornammo alle opere, ai giorni: un poesia di
venti sillabe per dieci, ad esempio. Alcuni altri cerimoniali.

4. Quando portano il sacco gli uomini di carbone

Quando portano il sacco gli uomini di carbone sopra
le spalle, depositano il contenuto, fanno un cerchio
così attorno alla strega legata: la quale sfila il guanto, l'altro
guanto, la catenina, la spallina nera della guepierre, conduce
la comunicazione lungo i binari comprensivi di una corrente
allusività: (e) dopo, il kerosene riverso sopra il cerchio e il
fiammifero, tutti gli uomini battono le mani, come
liberati ridono: allora, quando fu pervenuta alla offertura del
seno, non fu possibile ritirare la parafrasi, dire
mettiamo: (ma) non eravate voi, impliciti, per esempio
a chiedere?: fu allora che faticosamente considerò le fiamme
circoscrivere dentro la gola tutta la promessa, attingere
oramai vicine, (e) azzurre, la veste lunga. A onore
degli uomini, nessuno si oppose all'accorrere dei putti
ricciuti, lo spargimento di sabbia raccolta dalle secchielle
di latta: siano (essi) bimbi o creature volonterose anche dette
angeli, sarà il tempo a dire, espletate le onerose operazioni in corso.
 

5. È buona regola di sopravvivenza collettiva

È buona regola di sopravvivenza collettiva camminare
in ordine sparso, tastare la terra mossa, così attendere
1'evitazione delle mine seppellite: sopraggiunto il villaggio
della resistenza, noi quanti sopravvissuti una ricompensa
ci ripartiamo di insaccati, monete, donne tatuate
secondo i gusti rispettivi, altri vivi animali: (eviteremo
per la verità, di fare come le altre volte, sopra la torre
dell'orologio una sospensione del podestà, la lancetta
lunga nell'ora fermata lambisce il collo, discende, durante il
dodicesimo tocco di suoneria completa l'opera lenta
di decapitazione, i numeri sono bagnati, la testa cade
sopra la piazza dove la gente dice: oh oh): questa esecuzione
ci ha causato come una alienazione di simpatie. Noi
così sensibili ad una calda rispondenza, così compresi
fidabili, intorno all'opera intrapresa di civilizzazione.

6. Avranno, le tue mani, spigoli d'ombra

Avranno, le tue mani, spigoli d'ombra puntuti.
Li hai enumerati come grani di rosario.
Con essi inconsapevole hai trattenuto i voli.
Ho aderito alle mani come ad un ancoramento.

Ora mi accarezzi con una acuta donazione.
Mani così bianche, tue, io non le ho viste mai.
Ci sovrasta una ricambievole pudicizia.
Fra dita così adunche vorrei ricomporre i voli.
 

7. Il Santo Padre disse

Il Santo Padre disse, infallibilmente: anche gli animali
hanno una specie di anima, rudimentale, esercitano privati
sentimenti, addirittura forme reciproche d'amore, sono
nella spartizione del cibo poco solidali. Era quella
allocuzione una felice metafora, paterna, lo si capiva
benissimo: soltanto ci dispiaceva l'espressionismo
della comparazione. Solo alcuni accaniti coltivatori
di etica, tolemaici, paventavano una inflazione lungo
la scala evolutiva: se fosse opportuno includere le api
operaie, le popolose colonie di cocchi, gli scarabei.
 

8. Non si può continuare così

"Non si può continuare così", ragiona severo
fra sé medesimo e noi il curatore d'anime,
chiuso, che si corrompe a terra ad ogni crepuscolo
che sopravviene, urla: "Uomini, considerate
la vostra semenza e quindi disperdetela, infatti
non siete nati a questa disperata donazione
d'acqua, ma per seguire la virtù e la conoscenza".
Eppure, nessuno segue l'esempio esortativo.
Si preferisce la voluttà del rischio notturno,
forse per una pulsione culturale di morte
attraverso la donazione cruenta del seme
che dà la vita. L'uomo di cauta manutenzione
sappiamo che ad ogni mattina guarda l'orizzonte,
fino a quando fa ombra dal ramo più verde, dove
rigido il corpo si oppone al sole appena nascente.


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