VICO ACITILLO 124 - POETRY WAVE
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Direttore: Emilio Piccolo


Sans passion il n'y a pas d'art


Calamus
Almanacco di poesia


Franco Cavallo

   
1. Un uccello si trasformò in un gatto
2. “Mammina” disse il piccolo
3. Rinasce ogni volta
4. sembra che vada in pezzi
5. Suburbio & novembre
6. Virgole tra le pietre
7. il cervo bramisce
8. La città dalle cento


1. Un uccello si trasformò in un gatto

Un uccello si trasformò in un gatto.
Il gatto si trasformò
in un pesce-torretta.
a merlature azzurre,
quindi nella membrana vescicale
di un agnello.
L’agnello si trasformò
in una mangusta,
poi in una puzzola,
infine nel principio
di Archimede
per cui basta una leva,
una semplice leva di zinco
o di ferro
o di legno
o di pancotto raffreddato
per sollevare il mondo
dalla propria inerzia
e farlo rotolare
nei liberi spazi
dell’universo
impantanato.

2. “Mammina” disse il piccolo

“Mammina” disse il piccolo
con la manina attaccata
alla chiave della porta
che dava nel vicolo
deserto, - devastato dalle ombre
e dall’odore delle merde.
“Ho paura” disse, disperato
e brancolante nell’aria
come uno scoiattolino azzurro
pieno di sospiri. “C’è un orco cattivo
in tv con una grande pancia
e una grande barba
che mangia grandi e piccini”.


3. Rinasce ogni volta

Rinasce ogni volta
e muore la speranza
nell’orrido deserto
della noia. Il corpo
si vuota del suo sangue
come un sacco di grano
attraverso una ferita.
Una disperata mazurka,
il cielo. E vana-
mente i sogni si muovono
nell’aria come larve ustionate
da una cattiva scrittura.
Vedete, Carpaccio ci ha lasciato
due porte, due finestre e

una parete aperta per farci
entrare nella sua prospettiva.
ma chi oserebbe penetrare
in quello squarcio lancinante?
A entrarvi si cadrebbe tramortiti!
Essa è una gabbia,
è una grande uccelliera,
è la nostra infanzia segnata
da una luce sinistra,
come quando si parte
da Milano per arrivare
a Castiglione Olona
e c’è il caso
che per strada la carrozza
si riempia dei fiori
bianchi e sfatti della magnolia.


4. sembra che vada in pezzi

sembra che vada in pezzi
il mondo da un momento
all’altro e invece rimane
in piedi - in piedi il mondo
il mondo resiste consiste
s’è attaccato alla boa
anche se poi.non si sa
proprio perché lo fa


5. Suburbio & novembre

Suburbio & novembre.
Antro del lupanare.
Il vento scuote
le ossa dell’ulivo.
Mondo-di-pene.
Assenzio nelle vene.
Cupo nocino,
Capitano Uncino!


6. Virgole tra le pietre

Virgole tra le pietre,
interrogativi sugli alberi.
Città come interminabile
traiettoria di interpunzion5..
Ciò che si legge sono strade
affaticate dalla polvere.
Fogne malate e lebbra di tacciate.
La parola “pensiero”,
il concetto “avvenire”
sviliscono sotto i platani.

7. il cervo bramisce

il cervo bramisce
sull’Anfratto dello Stupro.
L’assoluto evapora
in bollicine iridescenti.
Scale salgono scale
s’inerpicano fino
alla Torre di Babele.
Rondini cadute
nel colore piscioso
dello champagne.
E una luce fosca abitata
dal vasto mare
dell’
illimite...


8. La città dalle cento

La città dalle cento
porte cento dischiuse
manda in giro un odore
di officina ferrosa.
Senza profumo sono le sue rose,
nascoste dietro murate di case
basse, cupe, colorate col vento,
divorate dalla fame...
Una mano ghermisce
l’urlo e se lo porta
lontano, - dove finisce
il grano del giorno.
La strada non è baciata
da alcun dintorno:
è una strada a sconquassi.
una via senza passi
che la sfiorino,
che non siano perduti:
fatta per chi sa solo andare
e non più ritornare.



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